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alle ore 12 : 38 | categoria Articoli

 

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Incendio doloso a Chiaramonte-Gulfi

alle ore 12 : 31 | categoria Articoli

I danni ammontano a circa 200 mila euro. E molto di più sarebbero stati se i Vigili del fuoco fossero arrivati qualche minuto più tardi. A distanza di una settimana, dopo il rogo appiccato all’azienda d’imballaggi dei fratelli Aquila a Vittoria, i piromani hanno agito di nuovo. Distrutto dal fuoco l’ufficio e alcuni mezzi dell’azienda trasporti di materiali edili Gurrieri, sita sulla strada provinciale Comiso-Chiaramonte Gulfi.

La segnalazione d’allarme è scattata alle 21 di sabato sera. I vigili sono riusciti a circoscrivere in tempo le fiamme che avevano giù distrutto una motrice (trattore per articolato) e l’ufficio realizzato in struttura precaria all’interno dell’area parcheggio dei camion utilizzati per il trasporto. Qualche minuto più tardi sarebbero saltati altri trattori e camion. Pare che ignoti abbiamo tagliato la rete di recinzione per entrare e appiccare il fuoco.

Le indagini sono condotte dalla Polizia dei commissariati di Vittoria e Comiso. La pista è quella dell’incendio doloso, che a una settimana dall’altro rogo che ha distrutto l’azienda diVittoria fa pensare a una recrudescenza del racket.

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Beckham, addio ai mondiali

alle ore 12 : 19 | categoria Sport

MILANO - Può sembrare una bizzarra incongruenza e in parte lo è. Ma il Milan lento, involuto, macchinoso e capace di collezionare guai e gravi infortuni come fossero monetine è anche una squadra in pena rimonta verso lo scudetto ed è arrivato ormai a un sospiro dall?Inter, che dista un solo punto. L?emblema del paradosso tecnico è la vittoria col Chievo, ottenuta nei minuti di recupero - dopo l?ingiusto annullamento di un gol di Yepes per fuorigioco a fine primo tempo - soltanto grazie a una creazione di Seedorf, al culmine di un assalto disordinato e tatticamente discutibile, e contrassegnata dall?ennesimo serio incidente della stagione, che fa seguito a quelli di Nesta, Pato e Zambrotta. La rottura del tendine d?Achille sinistro di Beckham ha fatto passare alla storia una partita altrimenti dimenticabilissima, scatenando il consueto circo mediatico che conferisce una portata planetaria a ogni episodio anche minimo della vita dell?inglese, a maggior ragione a un infortunio che può mettere fine alla carriera ad alto livello del trentacinquenne campione. Alcuni giornali inglesi, tra cui il Guardian, si sono già spinti molto avanti sull?argomento, pronosticando appunto la conclusione dell?avventura di Beckham da calciatore dell?I nghilterra: se giocare l?ultimo Mondiale a giugno in Sudafrica era in effetti il motivo per il quale era tornato per la seconda volta consecutiva in prestito dai Los Angeles Galaxy al Milan, in effetti, l?obiettivo è ormai impossibile da raggiungere, come si evince dalle parole di Sakari Orawa, il chirurgo finlandese esperto in patologie tendinee, che lo opererà domani mattinaa Turku, nella clinica che gli sportivi vittome dello stesso guaio ? tra gli italiani il ginnasta Chechi, il saltatore in lungo Howe, lo sciatore Fill ? visitano come un santuario, per avere la certezza di tornare il più in fretta possibile all?attività agonistica. Per il momento Orawa ha certificato quello che la casistica medica attesta, cioè che da un infortunio del genere non si può guarire prima di tre mesi e che il ritorno in campo, non potrà avvenire prima di cinque mesi, nemmeno col massimo dell?ottimismo. Questo esclude a priori per Beckham la possibilità di aggiungere in Sudafrica qualche altra presenza alle 115 già archiviate con la maglia della nazionale inglese.


Lo stesso giocatore, proprio alla vigilia dell?infortunio, si era detto preoccupato per il ruolo di riserva di lusso al quale Leonardo lo ha destinato nel Milan: temeva che Capello non lo avrebbe convocato per il Mondiale. Il Guardian, implacabile, ha fornito la sua sintesi tecnica: «Per Capello la notizia in arrivo da Milano è molto meno grave di quelle sul mediocre stato di forma di Heskey, Gerrard, Barry e Terry e sulle condizioni fisiche di Lennon, Johnson, Ferdinand e Ashley Cole».
Anche la partecipazione di Beckham al campionato statunitense dopo il Mondiale coi Galaxy (che insieme ai 25 milioni di euro degli sponsor gli garantiscono lo scettro di calciatore pèiù pagato al mondo con 31 milioni di euro l?anno), è in serio dubbio. Ma nessun commentatore inglese ha mostrato di farsene un cruccio. Un analogo, disincantato cinismo si registra in Italia sulla questione dell?assenza del centrocampista inglese nelle ultime 10 giornate di un campionato in cui il Milan non nasconde più il traguardo dello scudetto. Tra i due tendini che finiscono sotto i ferri del chirurgo, il più prezioso per le sorti rossonere è quello di Nesta, oggi a Roma dal professor Mariani per l?operazione al tendine popliteo del ginocchio destro. Nesta non ha sostituti all?altezza, come ha confermato la partita col Chievo. Beckham, invece, è un lussuoso crossatore, utile ma abbastanza prescindibile.

Leonardo, che nelle analisi del dopo partita non manca mai di onestà, ha opportunamente glissato sulla qualità del gioco. «Dobbiamo insistere, partita per partita. Questa squadra ha un suo controllo, altrimenti non sarebbe arrivata fin qui in questa posizione». In verità la vittoria col Chievo ? ottenuta in 10 contro 11, con Beckham già fuori ? è stata conquistata soltanto sui nervi e sul colpo estemporaneo di Seedorf, che è andato a festeggiare lontano dalla panchina, quasi a rimarcare silenziosamente il dispetto per non essere stato impiegato titolare a Manchester, nella serata che ha gettato fuori piuttosto ignominiosamente il Milan dalla Champions. Quella notte ha rappresentato per Beckham l?ultima festosa passerella all?Old Trafford, anche se per pochi muniti. Per Seedorf è stata una beffa.

Adesso il sentimento di rivalsa accomuna l?olandese - che col Chievo è ancora partito dalla panchina - a Inzaghi, a Zambrotta, a Gattuso, a Oddo. La loro voglia di dimostrare all?a llenatore di non essere giocatori da pensione può diventare una risorsa in più nel finale di campionato. Lo ha ribadito l?ingresso di Inzaghi, che è stato una specie di scossa elettrica, dovuta in verità più al virus influenzale di Huntelaar che alla reale fiducia di Leonardo nel goleador d?Europa. Tuttavia l?orgoglio dei senatori è un jolly prezioso, anche per compensare la stanchezza fisiologica di chi non si mai fermato, come Pirlo e Ambrosini , il calo di rendimento di Borriello. Al centro della rimonta milanista resta poi, impossibile da prevedere nei suoi effetti, la variabile Ronaldinho. Col Chievo è stato come sempre intermittente e non è detto che l?ormai quasi certa bocciatura di Dunga. per il Mondiale si trasformi in un pungolo per lui.Però, quando si è acceso, il Chievo si è bruciacchiato. In Champions con lo United i lampi di Ronaldinho sono stati pochi e quei pochi non sono serviti a nulla. Ma per il mediocre campionato italiano di questi tempi possono bastare e avanzare, soprattutto se associati all?imminente rientro di Pato.

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